L’arte del paradosso e dell’assurdo

Vita, satira e finzioni letterarie nell’opera di Hans Traxler

Lupoguido porta nuovamente in Italia Es war einmal ein Mann di Hans Traxler, che Valentina Freschi ha reso con C’era una volta un tizio strano; nel 1981 era già comparso in catalogo EL con il titolo Viaggio al centro della spugna. L'incipit originale

Es war einmal ein Mann, der hatte einen Schwamm

letteralmente:

C'era una volta un uomo che aveva una spugna

ci invita in una storia che si rivela ben presto surreale, in cui il protagonista, di pagina in pagina, si sposta attraverso un viaggio fantastico incontrando così situazioni, soggetti e oggetti che si inanellano al di fuori di ogni logica. La storia si conclude -apparentemente- quando il protagonista si ritrova sulla luna, dove incontra un altro tizio che possiede una spugna: a quel punto tutto può ricominciare da capo.
Caratteristica del libro è la sua struttura circolare che avanza per rime, associazioni assurde, immagini e giochi linguistici - dipanandosi a partire da un tizio caratterizzato da una giacca verde, pantaloni alla zuava, paglietta estiva, calze a rombi e un naso importante.
Tutto prende le mosse da un gesto quotidiano e insignificante: "il\un" tizio strizza una spugna scatenando un'inondazione rovinosa che lo fa precipitare in una reazione a catena di situazioni e incontri per acqua, terra e cielo, tra la Baviera e Roma.

Il suo ritorno è stato accolto con grande entusiasmo, ne hanno già scritto e parlato, tra altre, Carla Ghisalberti e Roberta Favia. Lato mio, lo farò adottando la prospettiva dei libri BADU, ovvero libri dall'infanzia in poi: vi invito a scoprire con me chi sta dietro queste pagine, anche ponendo attenzione a come il senso dell'umorismo di questa storia sia espressione di una sensibilità artistica che si cimenta tanto attraverso la letteratura dall'infanzia, quanto nella satira politica e nell'arte scultorea - sempre sul filo tra provocazione, scherzo e manifesto culturale.

Hans Traxler (21 maggio1929 - 24 agosto 2026) è stato un vignettista politico, scrittore e illustratore, attingo volentieri al profilo che ne ha illustrato Kjell Knudde, e traduco liberamente alcune parti:

Nato in Boemia da genitori austriaci, Traxler ha vissuto un’infanzia profondamente segnata dai drammi della Seconda Guerra Mondiale, conoscendo il freddo, la fame e una drammatica fuga nel 1945, mentre il padre moriva in un campo di prigionia. Queste avversità non sono riuscite a privarlo di un laconico senso dell’umorismo e di un’inclinazione precocissima per il disegno. Cresciuto nella fattoria di famiglia, iniziò a dipingere forme geometriche colorate all’interno del pollaio, intitolandole finestre del wc; quasi un secolo dopo avrebbe commentato con ironia: "Assomigliavano al lavoro di Mondrian – ma Mondrian ha continuato a fare la stessa cosa, mentre io sono evoluto".
Nelle sue memorie d’infanzia, intitolate Mamma, perché non sono una gallina? ha notato con il suo tipico garbo che Jean-Paul Sartre si sarebbe posto il medesimo interrogativo esistenziale otto anni dopo di lui.
Co-fondatore della rivista Pardon, è stato anche figura portante del celebre periodico satirico Titanic. A lui si deve una delle caricature politiche più iconiche della storia tedesca, ovvero l’associazione visiva del volto del cancelliere Helmut Kohl alla forma di una pera.
Traxler è stato un pilastro della cosiddetta Nuova Scuola di Francoforte degli umoristi che attraverso il nonsense evidenziava la comicità nascosta in situazioni e convenzioni culturali. Nel 1963, in occasione del centenario della morte di Jacob Grimm, Traxler ideò uno degli scherzi letterari più sofisticati ed eclatanti del Novecento: la pubblicazione del volume Die Wahrheit über Hänsel und Gretel - pubblicato in Italia nel 1981 da Emme Edizioni col titolo La verità su Hänsel e Gretel. 

Ispirandosi alla lettura del celebre saggio di archeologia Civiltà sepolte di C. W. Ceram, Traxler stese la prima bozza del libro in una sola settimana, svolgendo poi minuziose ricerche di storiografia locale presso il Museo dei Fratelli Grimm a Kassel. Per orchestrare l’inganno, Traxler inventò la figura del professor Georg Ossegg, un archeologo amatoriale modellato sull’esempio di Heinrich Schliemann, che aveva cercato la città di Troia leggendo l’Iliade come un testo fattuale. 
Nel racconto finzionale Ossegg dichiara di aver scoperto che Hänsel e Gretel erano realmente esistiti ma, a differenza di quanto si tramanda nella celebre fiaba, all'epoca dei fatti erano persone adulte. Non solo: Ossegg avrebbe individuato la radura in cui era sorta la casa della strega e scavando tra le sue rovine avrebbe poi portato alla luce le fondamenta di quattro forni da panificazione, uno scheletro femminile parzialmente carbonizzato, cardini di porte forzati e una scatola di latta contenente dolci bruciati e la ricetta del Lebkuchen, dolci tipici  del centro-nord Europa.
Come se non fosse già abbastanza strampalata questa architettura narrativa, Traxler proseguì inventando che Ossegg avrebbe analizzato il dialetto della strega, potendo così risalire alla città di provenienza e al Manoscritto di Wernigerode, un documento che riportava il processo per stregoneria del 1647 a carico di Katharina Schraderin, "la strega panettiera". La donna, ideatrice del celebre Lebkuchen, sarebbe stata denunciata per stregoneria dal pasticciere Hans Metzler dopo averne respinto le avance; assolta, si sarebbe rifugiata nel bosco, dove Hans e la sorella Grete l'avevano rintracciata, assassinata e bruciata nel forno per rubarle la ricetta segreta.

Per rendere inoppugnabile il volume di 120 pagine, Traxler scattò oltre 40 fotografie "scientifiche" posando lui stesso nei panni di Ossegg con impermeabile, cappello, occhiali da sole e barba finta. Per rendere ancor più verosimile la finzione Traxler redasse il Manoscritto in stile seicentesco a firma Hans Jakob Christoffel von Grimmelshausen. Pare che la reazione del pubblico e dei media sia stata travolgente: il quotidiano della Germania Ovest Abendzeitung lo definì il libro del secolo, mentre il giornale della Germania Est Berliner Zeitung titolò Hänsel e Gretel: una coppia di assassini? 
Numerosi retroscenza arricchiscono questa burla (potete approfondire seguendo le fonti in calce).

La figura di Georg Ossegg inventata da Traxler è stata messa in relazione con quella del fantomatico scrittore francese Pierre Menard che, in un racconto di Jorge Luis Borges del 1944,  intraprende l'impresa impossibile di riscrivere parola per parola alcuni capitoli del Don Chisciotte di Cervantes, non copiandoli, ma giungendovi attraverso un proprio percorso di pensiero: pur essendo verbalmente identico a quello di Cervantes, la sua riscrittura risulterebbe, infinitamente più ricco e ambiguo, forte dei trecento anni di storia trascorsi tra le due stesure.

Traxler opera un cortocircuito per alcuni aspetti analogo, all'interno dell'archeologia fiabesca. Creando la maschera dell'erudito Ossegg e redigendo una parodia sui vizi della ricerca accademica del suo tempo, Traxler non ha semplicemente inventato una menzogna, ma ha generato quello che Stefano Benni ha identificato come uno sciame immaginativo capace di generare una vertiginosa reazione a catena di invenzioni e assurdità.
Attraverso la rigida applicazione della logica scientifica a un materiale fantastico, Traxler ha mostrato come la finzione sia in grado di moltiplicare la realtà, offrendo al lettore il miraggio vertiginoso delle "possibilità".

Mi piace chiudere questo viaggio con un cenno alla celebre opera Ich-Denkmal nota anche come monumento all’Io, costituita da un classico basamento in pietra, simile a quelli riservati ai grandi personaggi storici, sul quale tuttavia non poggia alcuna statua. La parte anteriore reca la scritta «ICH» («IO») in grandi lettere maiuscole dorate, mentre il retro è dotato di una scaletta a tre gradini. Ispirandosi al principio secondo cui Ogni persona è unica, l'installazione invita attivamente i passanti a salire sul piedistallo per farsi fotografare nelle pose più svariate, trasformando lo spettatore stesso in opera. Sul pannello informativo che accompagna il monumento si legge:

Jeder Mensch ist einzigartig. Das gilt natürlich auch für alle Tiere.
Halten Sie es fest für immer. Hier.

Ogni persona è unica. Questo vale naturalmente anche per tutti gli animali. Immortalatela per sempre. Qui.

Con le sue satire politiche, con i monumenti partecipativi realizzati in tre città tedesche, con le beffe storiche e i libri a figure, l'opera di Hans Traxler esplora e si diletta a interpretare la complessità del mondo, con lieve ironia ed eleganza.

fonti

Viaggio al centro della spugna, l'assurdo, la finzione

À plus de 90 ans, Hans Traxler continue à dessiner et écrire pour les enfants

Borges e i mondi paralleli del Don Chisciotte

Bufale favolose“La vera storia di Hansel e Gretel”: come la Germania abboccò a una delle burle più belle di sempre

How a Literary Prank Convinced Germany That ‘Hansel and Gretel’ Was Real | A 1963 book purported to prove that the siblings were murderous bakers.


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