Giada Bevilacqua

Danzatrice, studiosa di sviluppo motorio in età evolutiva

Giada Bevilacqua è nata a Palermo il 16 giugno del 1974. All’origine del suo appassionato interesse per il campo della somatica e dei suoi studi sullo sviluppo dei movimenti neonatali, c’è la pratica della danza.

Spronata inizialmente dalla madre che, cresciuta nella Sicilia della fine degli anni 50 a causa del forte retaggio culturale non era riuscita nell’intento di farne la propria professione, Giada inizia lo studio del rigoroso codice della danza classica all’età di 7 anni a Palermo, presso la scuola di M. Benassai. Il padre è invece campione italiano di salto triplo, Giada cresce in un contesto familiare che attribuiva alla pratica del movimento pari valore che alla scuola dell’obbligo.

Negli anni degli studi liceali trascorsi nella città natale si appassiona alle materie umanistiche ed allo studio della lingua francese consacrando parte delle vacanze scolastiche a lunghi soggiorni parigini e bretoni. Negli stessi anni l’occasione di un primo approccio con la danza contemporanea si trasforma in un incontro folgorante.

Nell’88’ la danzatrice e coreografa Solène Fiumani è invitata a tenere a Palermo un ciclo di seminari nei quali integrava la pratica del TaìjiQuàn e dello gong al movimento danzato. Poco più che adolescente Giada scopre la possibilità di una libertà di movimento che, in relazione alle leggi fisiche, permetteva ad ognuno di accedere al proprio, unico e singolare modo di muoversi. Si fa strada l’intuizione che quella pratica potesse trasformarsi in una professione.

Nell’89’ dopo la licenza liceale si trasferisce in Francia, paese in cui la danza è una materia inserita nel curricolo scolastico dalla scuola dell’infanzia all’università, quando ci si forma alla professione ci si forma anche alla trasmissione del movimento.

Nel 91’ a Parigi ottiene una borsa di studio del Ministère de la Culture per il conseguimento del Diplome d’Etat de Professuer de Danse presso i Rencontres Internationales de Danse Contemporaine, all’epoca diretto da Brigitte Hyon; un luogo di ricerca, formazione e pratica della danza contemporanea fondato nel 1969 da Dominique e Françoise Dupuy, pionieri della corrente francese della danza contemporanea (eredi soprattutto delle correnti coreiche del primo-novecentesche di Germania e Stati Uniti). In quegli anni oltre alla pratica delle diverse tecniche della danza contemporanea, entra in contatto con il movimento della Danse à l’école grazie all’incontro con Marcelle Bonjour, e con lo studio dell’analisi del movimento danzato grazie a Nathalie Schulmann.

A ventuno anni in seguito ad un grave incidente stradale, Giada è costretta all’immobilità e alla conseguente necessità di riapprendere in toto il movimento. Senza esserne ancora a conoscenza, il processo riabilitativo affrontato è stata una vera e propria esperienza pikleriana che ha contribuito più tardi ad orientarsi verso le ricerche nel campo della somatica e verso i lavori della pediatra Emmi Pikler sullo sviluppo dei movimenti su base genetica.

Nel 96’ consegue il Diplome d’etat e rimane a Parigi dove fa le sue prime esperienze professionali come danzatrice ed insegnante.

Nel 98' in seguito ad un’audizione torna in Italia perché entra a far parte come danzatrice della compagnia AltroTeatro diretta da Lucia Latour, coreografa la cui ricerca abbraccia due ambiti di interesse: l’architettura e la danza. Partecipa al lavoro 'intercodice', la creazione di una metodologia in grado di far dialogare i diversi

linguaggi espressivi: suono, parola, spazio, visione e movimento. Prende parte come danzatrice a diverse creazioni presentate in diverse rassegne e festival in Italia, in Europa e in America del sud.

Dalla pratica del movimento come danzatrice, alcuni interrogativi relativi alla struttura del corpo umano, all’equilibrio, alla coerenza di un movimento, hanno trovato risposte più adeguate nel campo della biologia. Inizialmente come paziente, a causa delle lesioni riportate dall’incidente, e più tardi come allieva, Giada approfondisce lo studio sui sistemi complessi attraverso il modello elaborato dal genetista Prof G. F. Brunelli (S.C.A.C. Sistema Complesso Articolare Chiuso). Genetista e medico umanista della seconda metà del ‘900, attraverso una prospettiva sistemica dell’organismo ha descritto le dinamiche legate agli esseri viventi fornendo gli strumenti per un’analisi del movimento dal punto di vista biologico. La portata teorica del modello, nonché la sua applicazione clinica è vastissima, ed abbraccia tanto il campo della genetica, della matematica, della fisica, quanto quello della teoria dell’informazione, della biologia e della psicologia.

Nel 2004 presso la S.I.S.N.I (Società Internazionale di Somato Noologia Integrale) di Padova, Giada consegue una formazione in Somato Noologia che conclude con una tesi su “L'ontogenesi del movimento dalla nascita alla prima autonomia – finalità biologiche ed espressive del movimento secondo la teoria dei SCAC”.

Dal 2005 entra a far parte dell’equipe pedagogica di Choronde Progetto Educativo, con sede a Roma, storica associazione che opera da oltre venticinque anni nelle scuole di ogni ordine in grado attraverso la realizzazione di percorsi formativi in ambito scolastico e sociale, volti a sviluppare la creatività attraverso il corpo. Oltre ad un’attività permanente di ricerca sulle potenzialità che l’arte del movimento ricopre nella formazione della persona, ed alle sue ripercussioni sull’apprendimento scolastico, Choronde Progetto Educativo ha al suo attivo numerose collaborazioni con enti ed istituzioni oltre alla realizzazione di convegni e conferenze sulle tematiche di riferimento.

Nel 2009 mentre il lavoro a scuola consolidava l’ipotesi che ci fosse una relazione diretta tra i processi corporei e elaborazione delle informazioni intellettive e cognitive, Giada entra in contatto con i lavori della pediatra Emmi Pikler sull’emersione dei Movimenti Autonomi. In seguito alla consultazione dei manuali sullo sviluppo motorio del neonato, le è stato subito evidente che tutti gli autori, quando facevano riferimento alle età cronologiche di acquisizione delle posture e dei movimenti, davano per scontato che in tale evoluzione ci fosse la mano dell’adulto. L’unico studio che illustrasse lo sviluppo del bambino a partire dalla maturazione neuro-fisiologica, è stato reperito da Giada nelle ricerche svolte da Pikler. Ipotesi che Pikler ha verificate inizialmente con i propri figli, ai quali ha offerto delle condizioni di non intervento diretto nell’evoluzione dei loro movimenti, più tardi le ha proposte alle famiglie presso le quali esercitava la sua professione di pediatra. Più tardi le ha documentate presso l’Istituto Loczy, nato alla fine della seconda guerra mondiale diventa nel 78’ un Istituto di Metodologia e Ricerca dell’Educazione e della Cura della prima Infanzia. Grazie alla corrente pikleriana di stampo francese, approdata per opera di Myriam David e Geneviève Appell, Giada ritorna a Parigi e consegue la formazione Cycle de Formation à l’Approche Piklerienne, sotto la direzione didattica di Myriam Rasse presso l’Association Pikler- Loczy de France presieduta da Bernard Golse. Così come Giada tiene a sottolineare si è trattato di una vera formazione alla fonte, concepita e realizzata in collaborazione diretta con l’equipe dell’Istituto Pikler di Budapest, in cui gli allievi in formazione potevano godere nel processo di trasmissione delle stesse condizioni di cura con cui venivano accolti i bambini a Loczy. Tale continuità era garantita da collaboratrici e allieve dirette cresciute professionalmente nell’Istituto ungherese come la direttrice Anna Tardos ed la psicopedagoga Eva Kálló. E come suggerito da queste ultime, Giada avvia un lungo lavoro di osservazione del neonato e degli eventi che impattano sul suo corpo in seguito alla nascita, con lo scopo di indagare il movimento in assenza di automatismi acquisiti.

Presso l’Association Pikler- Loczy Giada incontra la dott.ssa Ágnes Szántó-Féder ed entra in contatto con i suoi lavori sul ruolo dell’equilibrio nello sviluppo del bambino (ricerche documentate nel suo testo edito in Italia nel 2014 per Erickson, “L'osservazione del Movimento nel Bambino”, collana diretta da B. Q. Borghi e Paola Molina, illustrazioni di Klara Pap). Il suo apporto peculiare che integra i lavori della pediatra Emmi Pikler con le ricerche della psicologia genetica ad opera dello psichiatra francese Henri Wallon, cambia la prospettiva di osservazione per chiunque si occupi di bambini. A partire dal 2017 Giada invita regolarmente la dott.ssa Szántó-Féder per la realizzazione di conferenze e attività formative che hanno lo scopo di divulgare la conoscenza dell’approccio Pikler in Italia. Ed in occasione della 1° edizione della conferenza realizzata al Teatrodue a Roma viene ospitata la mostra Illustrazioni in movimento a cura di Edufrog ed Emmi’s Care, realtà con cui si avvia un ricco e fitto scambio professionale.

Nel 2012 Giada si interessa alla pratica del Prof Bernard Aucouturier, si forma in PPA - Pratica Psicomotoria Educativa Aucouturier, presso il Centro Nazionale di Ricerca in Pratica Psicomotoria - E.I.A. Milano.

A partire dal 2011 un progetto sperimentale del VII Municipio del comune di Roma verifica l’adattamento dei presupposti sullo sviluppo autonomo dei movimenti nei Nidi Comunali del territorio romano; il dispositivo del progetto prevede la formazione dei gruppi educativi, la sensibilizzazione delle famiglie alla motricità libera del V e VII Municipio di Roma.

Negli stessi anni la collaborazione con l’ostetrica Ornella Fantini con la quale dà vita ad un percorso di accompagnamento alla nascita per futuri e neo genitori, i lavori di F. Leboyer sulla nascita senza violenza, gli interventi nei consultori indirizzati alle neomamme, le aprono un’aria di intervento nell’ambito del sostegno alla genitorialità.

Da oltre 10 anni Giada collabora con Il Centro Interculturale ASINITAS che opera nel quartiere di Tor Pignattara del Municipio V di Roma con progetti dedicati alle donne migranti. In particolare si occupa della formazione delle educatrici che accolgono i bambini delle famiglie migranti o richiedenti asilo del Nido interculturale, e interviene nelle diverse fasi del percorso Parole di mamma, un complesso di azioni di sostegno educativo e socio-sanitario con le madri migranti.

Interviene come docente nel Corso Educatori dell’ Opera Nazionale Montessori, nel Corso Apprendere attraverso il movimento e La Danza va a Scuola di Choronde Progetto Educativo, è invitata come esperta nella realizzazione di seminari all’interno del Corso di Pedagogia della comunicazione non verbale e della relazione educativa del Corso di Laura triennale in Scienze dell’educazione, indirizzo prima infanzia dell’Università̀ di Palermo.

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