Letture e Dialoghi

per una società desiderabile

“Utopia” significa “società perfetta che sta in nessun luogo”: deriva da un romanzo di Thomas More che si ispirò a La Repubblica di Platone.

Le opere utopiche e distopiche svolgono una funzione critica, poiché concorrono, insieme ai nostri sogni e incubi, a fare luce sul futuro che vogliamo costruire o contrastare, aiutandoci a riflettere sui diversi metodi di organizzazione sociale e politico. Le utopie alimentano la speranza verso una società migliore, ma, ancor più radicalmente incidono delineando un orizzonte di senso  verso il quale tendere con un perpetuo movimento volto ad accorciare le distanze.

“Lo stato democratico della nostra epoca presenta un tipo del tutto nuovo di disumanità, la cui natura non è migliore di quella dei regimi autocratici del passato. Il principio divide et impera non è stato abbandonato, ma l’angoscia creata dalla fame, dalla sete, dall’inquisizione sociale è stata, almeno in linea di principio, sostituita come strumento di dominio nello stato del benessere dall’angoscia dovuta all’incertezza, all’impossibilità dell’individuo di decidere il proprio destino nelle questioni essenziali”. (Stig Dagerman)

Abbiamo bisogno di nuove visioni, capaci di sostanziare una tensione etica ed estetica ancora sconosciute: lasciandoci alle spalle la cultura del pollice verso, acquisita sui social, possiamo fare di più, “fare per bene”.

Organizzo laboratori e dialoghi in scuole e biblioteche allo scopo di fare il punto su dove siamo e in quale direzione desideriamo andare.

Scrivimi : f.grasso@edufrog.it

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