Politically correct

uso e abuso di un'espressione

Politically correct: cosa significa?

È un'espressione che designa una linea di opinione, un orientamento ideologico e un atteggiamento sociale con lo scopo inteso soprattutto nel rifuggire l'offesa o lo svantaggio verso determinate categorie di persone all'interno di una società.
Nei media e nel dibattito comune il termine viene genericamente utilizzato in senso dispregiativo con l'implicazione o l'accusa che queste politiche siano eccessive, puritane e/o ingiustificate, in definitiva, causa di massificazione e omologazione. Dalla fine degli anni Ottanta il termine è stato usato sempre più frequentemente per descrivere una tendenza ad un linguaggio più inclusivo o ad evitare un linguaggio e un comportamento che potesse essere visto come discriminatorio, marginalizzante o insultante nei confronti di minoranze svantaggiate o discriminate in particolare per fattori come l'etnia, il sesso, il genere o l'orientamento sessuale e le disabilità fisiche o psichiche. (Wikipedia)

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quando per la prima volta  accedono alle docenze universitarie persone che fino ad allora era costrette ai margini (neri, asiatici, …) e con esse prendono avvio nuovi campi d'indagine, visioni e sensibilità, tra cui  studi su partecipazione, decolonialità, contrasto delle discriminazioni. Arriva anche un approccio intersezionale maturato tra chi la marginalità la subisce da sempre, in particolar modo dai movimenti femministi neri del sudamerica.
Con il levarsi di queste nuove voci, la pubblicazione dei primi articoli sui giornali e il conseguente ampliamento del potenziale bacino di interlocutori, la destra americana muove battaglia creando un format ideologico: il politically correct. Questo format sposta in maniera strumentale l’attenzione da un confronto aperto e costruttivo a un’accusa di dittatura culturale. Nell’attuale società, on e off line, è andato erodendosi lo spazio della discussione, polarizzando su due poli (mi piace - non mi piace). Il posizionamento spesso non è nemmeno ideologico ma puramente orientato dall’emozione del momento, da un’empatia del tutto straniante dal sentire per il bene comune. Reiterare l’uso dell’espressione politicamente corretto, dunque, anche se allo scopo di contrastarla, ne aumenta il potere, rafforzando un frame che intende azzerare le voci minoritarie accusandole, paradossalmente, di ledere i diritti della libera espressione.  (F. R. Grasso, Biblioteche 0/18 e pratiche di cittadinanza | Il terzo educatore in luoghi terzi, Junior, 2023)

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