Come siamo influenzati dagli oggetti che ci circondano, che indossiamo, che utilizziamo nella quotidianità o solo in situazioni eccezionali?
In quale misura, e attraverso quali canali, il nostro modo di essere viene orientato dal mondo materiale?
Lo scrittore Georges Perec, ne L’infra‑ordinario, invita a interrogare ciò che ci sembra talmente evidente da averne dimenticato l’origine: i mattoni, il cemento, il vetro, gli utensili, i ritmi, le abitudini, i gesti quotidiani. Tutto ciò che costituisce la trama della vita e che, proprio perché abituale, smette di stupirci e di porci domande.
Il suo invito è radicale: interrogare l’endotico, ciò che è così vicino da risultare invisibile. È un esercizio che riguarda anche l’educazione, perché gli oggetti, gli arredi e gli ambienti non sono mai neutri: orientano posture, relazioni, possibilità, limiti, immaginari.
Il corso propone di esercitare lo sguardo sulla pedagogia implicita degli oggetti, degli arredi e degli ambienti. Ogni spazio educativo o socio‑sanitario comunica attraverso forme, materiali, distanze, luci, suoni, accessibilità, e influenza profondamente ciò che le persone possono fare, sentire, immaginare.
L’obiettivo è affinare le competenze necessarie a salvaguardare la coerenza tra ciò che i progetti educativi dichiarano e ciò che gli ambienti effettivamente rendono possibile.
Corso in presenza o online, modulabile in base alle necessità del gruppo o dell’ente.
Foto. Anna Maria Batti e Ute Strub giocano con oggetti di uso comune durante il seminario organizzato dal Centro Nascita Montessori
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