“Maneggiando, succhiando e rigirando in bocca gli oggetti, bambine e bambini fanno scoperte relative al peso, alle dimensioni, alla forma, alla consistenza, al rumore, all’odore e, quando scelgono un oggetto, possiamo immaginare che si stiano chiedendo: Cos’è?”
(Elinor Goldschmied)
Ideato da Elinor Goldschmied negli anni ’40, il cestino dei tesori è molto più di una raccolta di oggetti: è un dispositivo pedagogico fondato sull’osservazione e sulla libertà esplorativa.
Nasce dal riconoscimento delle competenze sensoriali e cognitive delle persone nei primi mesi di vita e dall’idea che la conoscenza emerga dal contatto diretto con il mondo.
Il corso ripercorre la storia e il significato di questa proposta educativa, analizzandone i principi e le modalità di attuazione. Mette inoltre in dialogo le riflessioni di Goldschmied con gli studi di Emmi Pikler sul movimento libero e sul piacere della scoperta, offrendo una visione integrata delle due prospettive.
È importante ricordare che il cestino dei tesori non nasce da Maria Montessori, ma dal lungo lavoro di ricerca e documentazione di Elinor Goldschmied.
A chi lavora o si forma nei servizi per la prima infanzia, nei percorsi di accompagnamento alla genitorialità e nei contesti educativi o sanitari dedicati ai primi anni di vita.
Indicato anche per chi desidera approfondire la pedagogia dell’esplorazione sensoriale e imparare a leggere i gesti e i tempi dell’esperienza infantile con sguardo scientifico e rispettoso.
Corso in presenza o online, modulabile in base alle necessità del gruppo o dell’ente.
[la foto è stata scattata a una mostra organizzata dal Comune di Arezzo, molti anni fa. Il cestino dei tesori era stato presentato dal nido comunale Cesti]
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