Biblioteche 0/18 e pratiche di cittadinanza

Il terzo educatore in luoghi terzi

La biblioteca pubblica non dovrebbe dire alle persone cosa pensare, ma dovrebbe aiutarle a decidere cosa pensare.

I nuovi documenti puntano all'organizzazione e all’erogazione di servizi sempre più personalizzati, sempre più costruiti sulla comunità di riferimento e sulla necessità del loro adeguamento e miglioramento continuo in ragione delle trasformazioni del contesto sociale, economico e culturale, in un orizzonte della conoscenza e del sapere ormai multidisciplinare e interdisciplinare. I nascenti sistemi bibliotecari si raccolgono intorno all’idea di una realtà culturale eterogenea e porosa con il servizio alla persona, nella sua dimensione culturale, che deve essere attento, dinamico, oggi si direbbe ‘fluido’, prontamente responsabile a individuare le necessità che il territorio manifesta come prioritarie. Tanti sistemi, tante biblioteche, tanti contesti sociali e culturali costellano i territori facendo risuonare la vitalità e l’elastica capacità dell’istituto-biblioteca di plasmarsi ai gruppi sociali di riferimento.
(Roberta Opassi)

Per sua natura la comunità educante è policentrica, diffusa e autoriparatrice nella misura in cui nasce dal basso e non da un progetto urbanistico fatto a tavolino senza coinvolgere le persone che abitano il territorio.

La pedagogia implicita espressa dall'ambiente bibliotecario gioca un importante ruolo, ed è proprio sull'ambiente (spazi, relazione, tempi) che si concentra questa proposta formativa.

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