Wimmelbücher: cataloghi di varia umanità 1\8

liberi di essere: contro-cataloghi di brulicante umanità per una società aperta

I Wimmelbücher, noti in Italia anche come libri brulicanti, libri- affresco o libri-cerca-cose sono, a tutti gli effetti,  cataloghi di varia umanità.

All’origine di questi libri vi è il suggerimento che uno psicopedagogista - Kurt Seelmann - dette a un illustratore - Ali Mitgutsch - affinché creasse tavole stracolme di personaggi, oggetti, azioni, espressioni ed emozioni, affinché piccole mani infantili potessero indicarle e soffermarvisi con attenzione. Suo scopo era creare una situazione ideale per agevolare lo sviluppo del linguaggio durante le terapie, tuttavia l’esito è stato la nascita di veri e propri gioielli visuo-letterari dotati di una forza estetica di indubitabile spessore: da un lato i Wimmelbücher sono nati dalla necessità di strumenti terapeutici ma - ed è su questo che si concentra il mio interesse - si smarcano da questa funzione per l’alta qualità delle storie in essi si assommano, confluiscono, e dipanano facendo luce sulla bio-varietà umana. Le tavole a cui Ali Mitgutsch ci invita a partecipare, infatti, sono spregiudicate, ironiche, irriverenti, ipnotiche e tanto tanto divertenti.

Calandosi nelle tavole è facile così scoprirsi in una sorta di lettura liminare tra il qui e ora e il se...,  che ingaggia nella ricerca di cose, nel muoversi tra scenari diversi, vedere e cercare gente. Tanta gente, eccentrica e ordinaria.

La loro origine e lo sviluppo che li caratterizza mi rende cari questi libri perché, paraddossalmente, affermano la natura anarchica e sincretica di letteratura e pedagogia, spesso strumentalmente accostate l’una all’altra da un mercato sdrucciolevole e compiacente verso infondate promesse educative. Nei Wimmelbücher l’attenzione si sposta sul piacere di un racconto alimentato grazie alle categorie di abbondanza, indicibilità e varietà che Umberto Eco ha indicato come motore delle opere raccolte nella Vertigine della lista. Il racconto del mio viaggio tra le loro pagine muove i propri passi proprio a partire da quadri di Jan van Eyck, Johannes Vermeer, Hieronymus Bosch e della dinastia Brueghel, in cui entriamo anche grazie alle parole di Ernst Gombrich che ci accompagna dentro a quei meccanismi compositivi che ritroviamo poi nei Wimmelbücher.

Per apprezzare maggiormente le scelte artistiche che hanno guidato la realizzazione delle opere d’arte ripercorrerò insieme a voi, a grandi linee, il loro contesto storico, rievocando la natura dei rapporti culturali, commerciali e politici tra Italia, paesi neederlandesi e scandinavi: questo percorso di avvicinamento graduale alle immagini che popolano i Wimmelbücher crea le basi per poter poi con soddisfazione paragonare le doppie pagine dei libri a quadri ben famosi e sprigionare così, proprio come accade durante l’infanzia, il piacere insito nel riconoscersi competenti, che sale dalle viscere, muovendo il braccio (non di rado con l'indice ben teso) per esclamare: lo sapevo!
Bastano poche pagine per entrare nel bosco visivo di 
oggetti, persone, animali e piante: da quel momento in poi cercheremo attivamente di scoprire le strategie narratologiche adottate, come il Mise en abyme che reduplica una sequenza di eventi.

Monaco di Baviera è la culla dei Wimmelbücher: è li che Ali Mitgutsch ha ritratto tanta varia umanità con sensibilità cinematografica: spesso sbirciando dentro le loro case, mentre  le persone si aggirano per città, in campagna, in montagna, al lago, durante le più minute azioni quotidiane e in occasione di feste ed eventi spettacolari, vestite e nude, litigiose, indifferenti e amorevoli, ordinarie e anticonvenzionali…

Il viaggio prosegue con altre matite: Rotraut Susanne Berner, da più parti considerata l’erede di Mitgutsch, che ha introdotto lo sviluppo longitudinale delle microstorie alimentando un vero romanzo comunitario in cinque volumi, di cui protagonista è l’intera collettività di un paese fantastico ma verosimile, Wimmlingen, in cui pagina dopo pagine e libro dopo libro, riconosciamo i protagonisti in scene riprese di fronte, come se girassimo con una telecamera in spalla, tra un inebriante gioco di rimandi, citazioni e scherzi che mi permetto di appellare affettuosamente biotedescocentrica. Differentemente, gli otto libri della coppia artistica formata da Doro Göbel e Peter Knorr - che personalmente considero i prosecutori della poetica di Ali Mitgutsch, leali verso il suo spirito ironico e marcatamente multiculturale - mettono in scena un vero e proprio catalogo umano ricco di differenze estetiche, etiche, fenotipiche, familiari, culturali. Anche in questo caso riconosciamo nei volumi i personaggi che si spostano tra l’uno e l’altro, senza una struttura temporale vincolante.

Spassoso e brillante il lavoro di Cristina Losantos. Fa peraltro onore all'editrice italiana essersi cimentata con una delle sfide linguistiche più complesse oggi, paradossalmente proprio in libri in cui  le parole hanno un ruolo laterale per invitare al cerca e trova - ma per saperne di più dovrete incamminarvi con me lungo questo viaggio.

La carrellata prosegue con la peculiare cifra artistica delle coppia formata da Albertine e Germano Zullo che ci riporta all’azzardo da cui tutto è iniziato, ovvero: mi sono chiesta se fosse corretta l’ipotesi che forse una simpatia lega le tavole enciclopediche di Ali Mitgutsch e i pittori della dinastia Brughel, così come la fantastica ingegnosità della coppia Albertine-Germano è vicina a Hieronymus Bosch.

I Wimmelbücher ricordano che alla letteratura non compete una responsabilità morale ed educativa di tipo didascalico, casomai è vero il contrario: permettono a chi li attraversa di misurarsi con leggerezza su terreni sconosciuti.

Con questa anticipazione auguro a chi legge Einen guten Rutsch ins neue Jahr! ovvero di scivolare piacevolmente nel nuovo anno!

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