I libri di Rotraut Susanne Berner sono considerati da molti estimatori dei Wimmelbücher nuovi classici.
Nata il 26 agosto 1948 a Stoccarda, Berner ha studiato graphic design a Monaco di Baviera, come Ali Mitgutsch, e lì tuttora vive. Si è dedicata all'editoria pubblicitaria fino al 1977, da allora lavora come designer di libri, illustratrice e autrice. Da quando è scomparso suo marito Armin Abmeier, nel 2012, ha assunto la direzione della collana Die Tollen Hefte.
Fondatrice e curatrice della German Foundation of Illustration, è impegnata a divulgare l’importanza dell’illustrazione. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il Premio di letteratura giovanile tedesca (Deutscher Jugendliteraturpreis) nel 1998 e nel 2016 il Gran Premio dell'Accademia tedesca di Volkach.
Berner si muove con sapienza tra due vincoli strutturali, uno di ordine temporale - attraverso l’alternanza ciclica delle stagioni e tra notte\dì - e uno spaziale, delimitato, oltre che dalla doppia pagina, da immagini fisse che si ripetono, libro dopo libro, come se riprendessimo con una telecamera fissa, stagione dopo stagione, quanto avviene nel paese immaginario di Wimmlingen. In ogni libro incontriamo gli stessi palazzi, quartieri e personaggi. Chi legge riconosce e nomina oggetti, situazioni e attività quotidiane familiari, talvolta vicine anche a esperienze personali in cui può immedesimarsi.
I titoli più famosi in Italia sono: Autunno (2018), Inverno (2018), Primavera (2019), Estate (2019), Notte (2019) che completa la serie. Sono tutti in catalogo Topipittori, con anche La casa (2024). Come metodo di aggancio ha sfruttato ai massimi livelli la strategia di invitare chi legge a guardare dentro alle case, come già aveva fatto Ali Mitgutsch portandoci in un chiassoso condominio. Nemmeno nel lavoro di Berner esiste un focus unico ma piuttosto la possibilità di muoversi tra le case di una scacchiera, decidendo se planare sull’insieme, soffermarsi su dettagli, cercare specifiche categorie di oggetti o personaggi. Questa opera, in cinque tempi più uno, vari accadimenti si susseguono da una tavola all’altra, da un libro all’altro, anche in relazione alle mutazioni dell’ambiente naturale, delle attività che pullulano nella cittadina fino a quelle più straordinarie, come l’avvicendarsi dei commercianti nel negozio di pesce, ad esempio. Lettori e lettrici più grandi possono provare a stabilire relazioni e connessioni tra vari personaggi e situazioni, animarle acusticamente oppure indagare le cause di quanto accade; nulla di più facile che con l’avanzare delle abilità di lettura si sviluppi il piacere delle sfide tra più partecipanti, volte a rintracciare qualcosa\qualcuno, anche lungo lo sviluppo narrativo complessivo. Attraverso le quarte di copertina conosciamo i nomi dei personaggi: Manfred, Elke, Sieglinde, Peter, Sigrid, Andrea, Ina, Jonas, Hugo, Daniela, Yvonne, der Fuchs (la volpe), Friedrich, Monika (la gattina) e Mingus (il gatto), Frank, Elster, Susanne, Oliver, Linus, Tanja e Barbara. Ma non solo: brevissime didascalie danno informazioni sulle relazioni che intercorrono tra alcuni di loro e sollecitano domande per sostenere il gioco investigativo della lettura: cosa stanno facendo? Cosa pensano? Come si sentono? Questo rende più interessante seguire quei personaggi che si allontanano temporaneamente per poi riunirsi oppure registrarne gli spostamenti da un punto della cittadina a un altro.
Come le tavole di Roberto Innocenti eleggono il paesaggio a protagonista, così anche nelle tavole della Berner, ogni dettaglio architettonico e naturalistico comunica qualcosa di preciso. Infatti, sebbene Wimmlingen sia una cittadina immaginaria è del tutto verosimile poiché vi è coerenza tra ciò che i personaggi fanno, le ambientazioni e gli indizi disseminati in città. Ad esempio: se ci soffermiamo sulla quarta doppia pagina del volume Primavera, notiamo che sulla palizzata che delimita i lavori edili sono affissi due manifesti relativi alle iniziative del vicino centro culturale, rispettivamente: una mostra di dinosauri e una lettura. Spostando la nostra attenzione sulla destra riconosciamo al primo piano del centro culturale il relatore annunciato nel manifesto svolge la sua lettura, e al terzo piano è in corso la mostra sui dinosauri. Al secondo, dove si trova la biblioteca, gli stessi manifesti sono affissi anche al bancone dei prestiti.
Berner si rivolge ai suoi lettori adulti con piccoli elementi di umorismo verbale e molte allusioni, che legano il mondo di Wimmlingen a un cosmo immaginario al di fuori dei suoi libri. Giochi di parole e battute sulle insegne dei negozi, sulle targhe delle porte o sui manifesti sfidano il lettore ad avvicinarsi al mondo delle parole tanto giocoso e aperto quanto quello delle immagini: il dentista, ad esempio, si chiama “S. Eirak” che è l’anagramma inverso di “Karies”, carie. [nella versione italiana è stato tradotto come Dr. Bocca]. La libreria situata nel centro commerciale è un punto di riferimento intertestuale in tutti e cinque i volumi di Wimmlingen. Il suo proprietario, Armin, è un ritratto affettuoso del marito, Armin Abmeier, un erudito libraio. Già nel suo primissimo Wimmelbuch, la vetrina offre spunti intertestuali sorprendenti, dal momento che tutti i libri in essa esposti sono in realtà titoli esistenti. (adattamenti da Rémi, 2011)
Certamente non occorre conoscere la favola di Esopo (620 - 560 a.C.) La volpe e il corvo per poter apprezzare pienamente ciò che accade nel libro sull’autunno, tuttavia la riassumo: “un corvo che aveva rubato un pezzo di formaggio volò su un ramo di un albero. Una volpe lo vide e volendo per sé il formaggio, si mise a lodare il corvo per la sua eleganza e la sua bellezza, gli disse anche che nessuno meglio di lui poteva essere considerato il Re degli uccelli, e che lo sarebbe diventato presto… “Peccato che tu sia muto!” Allora il corvo, per far sentire che aveva una bella voce, spalancò il becco ed emise un grido. Subito la volpe si precipitò sul formaggio caduto a terra: “Caro corvo, nulla ti mancherebbe per essere Re, se avessi un po' di cervello”. La vanità spesso acceca e fa commettere delle sciocchezze.”
Tornando al nostro libro: nella cameretta al piano terra, in prima pagina, è appeso un poster che illustra La volpe e il corvo: la favola diventa reale quando un corvo ruba un pezzo di formaggio al mercato (quinta pagina) e cerca di ingannare il corvo sul muretto della penultima tavola. Fin dalla prima tavola tutti i protagonisti sono presenti: il corvo sul tetto e la volpe sul prato, dove corre al seguito di uno stormo di oche selvatiche. Cornelia Rémi riconosce in questa microstoria un chiaro omaggio della Berner a Selma Lagerlöf attraverso i personaggi di Nils Holgersson, Smirre la volpe, Bataki il corvo e MårtenGoosey-Gander. Selma Lagerlöf oltre ad essere la scrittrice che si è aggiudicata nel 1909 il premio nobel per la letteratura, era anche una maestra ed era stata incaricata dall’associazione dei maestri svedesi di scrivere un libro per far imparare ai bambini e alle bambine la geografia. La Berner forse intende così affermare il valore didattico, oltre che ludico, della sua serie, dove il fitto tessuto intertestuale di rivela in tutta la sua complessità dando tempo al tempo.
Il volume che chiude la serie, dedicato alla notte, amplifica il procedere per Mise en abyme già tanto presente nei libri stagionali, infatti è disseminato di riferimenti ai classici per bambini oltre che al tema della notte. I libri sono citati ovunque: nella cameretta, in libreria e in biblioteca, attrezzata anche per ospitare eventi in notturna rivolti a bambine e bambini. Il libro della notte diventa a sua volta un'enciclopedia visiva dei libri sulla notte.
“Ci si può divertire con la raccolta di copertine familiari e sentirsi incoraggiati a rileggerli, così come può essere di aiuto per avventurarsi con maggior fiducia quando ci si imbatte in libri ancora sconosciuti. La maggior presenza di riferimenti interni ad altri libri sta a rimarcare anche lo stretto rapporto dell'invenzione artistica e della finzione con la notte, che è anche il tempo dei sogni.“ (adattamento da Rémi, 2011)
Fonti
Rémi Cornelia Reading as Playing: The Cognitive Challenge of the Wimmelbook., in (a cura di B. Kümmerling-Meibauer), Emergent Literacy: Children's Books from 0 to 3, Benjamins, Amsterdam, 2011
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