La Valle dei Mumin - è la nuova newsletter di edufrog

raccoglie spunti per una pragmatica dell'utopia

La newsletter di edufrog si chiama: nella valle dei Mumin | spunti per una pragmatica dell'utopia
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Perché questo nome?

La comunità dei Mumin vive in pace, è accogliente, divertente, ha spiccata sensibilità estetica, ama profondamente la natura, rispetta le unicità di tutt3 e di ciascun3. I Mumin sono troll gentili che assomigliano a ippopotami bianchi, animati da curiosità, pragmatismo, dilemmi etici, propositività, avventure: la generosità non diviene mai melensa o posa!  
Uscit3 da penna e matite di Tove Jansson, Mumin, Mamma Mumin e Papà Mumin convivono con una grande varietà di amici, con taluni in forma stabile, con altri in base alle esigenze di quest’ultim3; la loro casa è sempre aperta,
alle più disparate creature, al di là di vincoli di sangue e giuridici.

Alla muminfilosofia tenterò di avvicinarmi con la curatela della newsletter, articolata in quattro sezioni:

itinerari per leggere il mondo: si parla di .....benessere e pedagogia sociale, sviluppo unitario, comunità educante [scritto per chi adotta le lenti di librerie, biblioteche, servizi educativi, scuole, musei, comunità residenziali]
ricerca, formazione e consulenza: si parla di ...circoli di studi, comunità di pratiche, corsi individuali, esperienze, formazione per formatori 
voci&eventi: faccio cose, vedo gente e segnalo ciò che ha attirato la mia attenzione (interviste, podcast, film, serie, documentari, mostre, libri, articoli e altro ancora)
biografie: perchè siamo tutt3 storie che attendono di essere raccontate

Per presentare a chi non conosce la comunità dei Mumin, ricostruisco un articolo che avevo pubblicato  il 17 settembre 2014 sul sito di edufrog andato a fuoco.

Il primo libro uscì nel 1945, circa cinque anni più tardi arrivarono i celebri fumetti. I racconti lunghi (nella collana Gli Istrici, Salani). Principiano con Caccia alla cometa. Nel racconto prendono forma varie occasioni per riflettere sul rapporto con gli oggetti: fonte di gioia e forza, da un lato, ma anche potenziali legacci ammalianti e ostacoli alla libertà, dall’altro.
Il clima familiare appare in tutta la sua morbida, ma determinata, capacità di accogliere ciascun3 in base alle proprie peculiarità, desideri e capacità.

Ne Il cappello del Grande Bau Mamma Mumin si accorge che in casa si sono nascoste due creaturine sconosciute, spedisce il fidato Sniff a sentire di cosa hanno bisogno -e apprendendo che la parlano una strana lingua- si preoccupa:

Sarà un bell’affare capire che dolce desiderano per il loro compleanno o con quanti cuscini dormono! 

Nello stesso racconto si possono leggere saggi consigli di Topomuschiato per organizzare con successo una festa:

Occorrono molti tavoli (…) Di tutte le dimensioni e nei posti più impensati. Nessuno se ne vuol stare inchiodato alla sua seggiola durante una festa (…).  E all’inizio dovete offrire quello che avete di meglio. Poi fa lo stesso, perché, tanto, hanno cominciato a divertirsi. E non frastornateli con spettacoli, canzoni e roba del genere. Lasciate che siano loro al centro del programma.

 In Magia di mezza estate  lo scambio di battute tra Mamma Mumin e Spinetto nulla ha da invidiare alle commedie di  Oscar Wilde:

Mamma Mumin: “Naturale che ce la caveremo (…) solo i farabutti finiscono male!”
“Non sempre” notò Spinetto “conosco dei farabutti a cui non è successo niente di pericoloso”.
“Che vita monotona!” si meravigliò Mamma Mumin.

Successivamente viene magistralmente descritta una situazione comune al vissuto di molti bambini, oggi certamente più spesso di quando Tove Jansson ne ha scritto:

“M’ero messa alla ricerca di un vestito” prese a raccontare Grugnina “quando tutt’a un tratto ne ho trovati a centinaia. Ero così felice” (…) “Potevano anche essere mille” proseguì Grugnina “E più li guardavo e riguardavo, più me li provavo, uno dopo l’altro e più mi sentivo diventar triste”.
“Davvero?” esclamò Misa.
“Sì, è strano ma è così, erano troppo capisci? Mai avrei avuto il tempo di indossarli tutti, e mai sarei riuscita a decidere quale preferivo. Quasi mi prendeva il panico! Se almeno ce ne fossero stati due soli…”

Spetta poi a Filifiocca e Grugnina introdurre una tematica molto delicata con parole che offrono conforto a chi si interroga sulla propria sensibilità morale desiderando non vedere più un parente con cui si trova a disagio:

“Sono gli unici parenti che ho” spiegò Filifiocca “ed è un dovere invitare i propri parenti per le feste, vi pare?”
“Allora lo fai per dovere, non perché ti diverta?” intervenne Grugnina
“Naturale che non mi diverte” rispose Filiofocca stancamente “Mio zio e sua moglie non sono per niente simpatici” (…) “In fondo”  disse con lentezza “forse non c’è bisogno di invitarli, visto che non si diverte nessuno, vero?”
“No, assolutamente nessun bisogno” assicurò Grugnina.

Per bocca di Emma si apprende che: 

"il teatro è l’istituzione più importante del mondo,  perché dimostra alla gente come potrebbe essere, come desidera essere anche se non osa diventarlo,  e com’è in realtà“.

Ed ecco che Tove Jansson introduce un guizzo spiazzante e divertente per voce di Mamma Mumin:

"Un riformatorio, allora!

In Magia d’Inverno cambia il registro: Mumin si sveglia quando tutti intorno a lui sono ancora avvolti dal lungo sonno letargico. Così inizia un’esperienza di vita che è anche metaviaggio,  in cui incontra sconosciuti, conosce il lato oscuro dell’anno (l’inverno!), impara a vedere aspetti ignoti in coloro che conosce superficialmente.  Qui incontriamo un Too-Ticki premuroso e attento mentre spiega a Mumin che non sempre lo ha consolato nei momenti di sconforto perché

"Ogni cosa va scoperta da sé (…) e va superata da soli".

Anche Mamma Mumin,  nel comprendere quante cose sappia gestire da solo il figlio, invita Grugnina a non proteggere troppo un “ardito germoglio di croco”  suggerendole  

“Lascia che si arrangi da sè; se la caverà certo meglio se incontrerà qualche piccolo ostacolo“.

Seguono I Racconti dalla valle dei Mumin e Memorie di papà Mumin oltre alle celebri strisce dei Mumin (cui i Miniborei hanno pubblicato sei episodi) da cui emerge la muldimensionalità artistica della  talentuosa Tove Janson, in parte trascurata dalsuccesso mondiale travolgente dei Mumin.

Tove Janson scriveva nel suo diario che la sua vita e l’arte si fondevano

Ogni natura morta, ogni paesaggio, ogni tela è un autoritratto” .

La via della pace passa anche dai Mumin. E pure quella della pensosa leggerezza, capace di attraversare abissi e innalzarsi, di esplorare la gioia e guardare dentro ai dubbi. Perché

"non c’è nulla di più avventuroso che ascoltare la propria natura e cercare di assecondarla!".

Video per farsi un'idea, in inglese e svedese (Tove Jansson era finlandese ma faceva parte della minoranza di lingua svedese).


Bibliografia:
 – nella collana Gli Istrici, Salani: Caccia alla cometa ( tr. Annuska Palme Sanavio, 1946, edito in Italia dal 2002);  Magia di Mezza estate (tr. Donatella Ziliotto e Maria  Helltröm, 1954, in Italia dal 1990);   Magia d’Inverno ( tr. Donatella Ziliotto, 1957, in Italia dal 1992); Racconti dalla valle dei Mumin (tr. Donatella Ziliotto e Annuska Palme Sanavio, 1962, in Italia dal 1995); Il cappello del Gran Bau (tr. Annuska Palme Sanavio,1968,  in Italia dal 1990);  Memorie di Papà Mumin (tr. Annuska Palme Sanavio,1968, in Italia dal 2003);
-per Salani i libri a figure E adesso che succede?  (tr. Laura Cangemi, adattamento di Roberto Piumini, 1952, in Italia dal 2003); Piccolo Knitt tutto solo ((tr. Laura Cangemi, adattamento diBianca Pitzorno, 1960, in Italia dal 2003);
- fumetti nella collana Mumin di Miniborei, tradotti da Sofia Sacchi:
Mumin e le follie invernali (2017); Mumin e la vita in famiglia (2018); Mumin al mare (2018); Mumin in riviera (2019);  Mumin e l'isola deserta (2019); Mumin s'innamora (2022);
–  fumetti editi da Black Velvet: Mumin e i briganti; Le follie invernali di Mumin; Mumin e i marziani.
illustrati in casa Salani:  E adesso che succede? Un libro su Mimla,  il troll Mumin e la piccola Mi, (1952) ; Piccolo Knitt tutto solo, (1960);
– cartonati, pop-up e altri formati  sono stati pubblicati da Gallucci e Giunti.
-  Paul Gravett, tr. Gabriella Tonoli Tove Janson, The Illustrators, Lupoguido (2022)


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