Mi piace concludere questo ciclo con la visione aperta di Albertine e Germano Zullo connettendole alle considerazioni di Umberto Eco in Vertigine della lista con cui si è aperto questa peregrinazione di libro in libro: possiamo spingerci un po’ più in là e azzardare simpatie tra le tavole enciclopediche di Ali Mitgutsch e i pittori della dinastia Brughel, così come tra la fantastica ingegnosità della coppia Albertine-Germano e Hieronymus Bosch. Tanto la pienezza, la struttura visiva e il realismo caratterizzano le composizioni dei primi, quanto fantasiosi frammenti di altrove popolano le loro immagini degli ultimi, infatti, anche se le doppie pagine sono meno affollate, non viene a scemare la densità narrativa, che si sposta su un versante più ironico e fantastico: la concentrazione di oggetti e personaggi è diluita nello spazio e la verosimiglianza si gioca su equilibri diversi, con esseri fuori dall’ordinario inseriti in ambientazioni leggibili e note. In Italia i loro libri sono sparsi tra vari cataloghi: Topipittori, Bompiani, Mondadori, Fatatrac, La Linea, ma di quelli brulicanti, commissionati dalla loro editrice La joie de lire - tra cui À la mer (2008); En ville (2009); A la montagne (2011); À la campagne (2015)- è arrivato solo Il compleanno (2022) e Angelica torna a scuola (2024) in casa Fatatrac.
Germano Zullo e Albertine sono una coppia artistica di lungo corso, oltre che nella vita, ma non era nei loro piani lavorare insieme: “è capitato un po’ per caso” raccontano- avviando una collaborazione che è stata premiata più e più volte, i loro lavori sono esposti in vari Paesi e nel 2020 Albertine ha ricevuto il Premio alla carriera Hans Christian Andersen.
Germano racconta che l’idea di realizzare libri brulicanti su invito dell’editore ha rappresentato una possibilità per sviluppare la loro creatività confrontandosi con nuove opportunità e tutti e due ne hanno approfittato per reinventarsi “. I primi quattro volumi sono stati realizzati a quattro mani mentre quelli pubblicati da Fatatrac solo da Albertine.
Il fatto che non siano presenti parole implica - come già abbiamo sentite da un'altra coppia artistica- che il lavoro dello scrittore si deve sviluppare diversamente, spostandosi sul piano della sceneggiatura e dei personaggi, così Germano predispone l’ossatura e il ritmo, poi Albertine si inserisce con la sua parola, che è il disegno, attraverso una relazione dialogica, aperta alla sorpresa, per incontrarsi nei rispettivi linguaggi espressivi. Quando trovano una buona idea ne parlano per tutto il tempo necessario, anche anni, finché non è matura, allora prende avvio la scrittura della sceneggiatura: inizia lui poi lei procede con la narrazione visiva. Lavorano con ritmi diversi: Albertine è molto generosa, rapida, spontanea, Germano invece riflessivo, più introverso e lento, motivo per cui hanno costruito negli anni una terza via per lavorare insieme. Albertine viene da una famiglia che parla molto, la parola è quasi invadente, al contrario di lei che fin da piccola ha osservato più che parlato, da adolescente era talmente timida che praticamente non apriva bocca. L’osservazione l’ha salvata da molte cose- ricorda- dalla sua famiglia (che ama) e anche da se stessa:
Vedo le cose che mi circondano: il corpo, la postura e il movimento svelano molto dell'essere umano. Osservare qualcuno, il modo in cui si muove, parla, si veste, in cui si tiene, sviluppa un’immensa ricchezza di emozioni e forse è questo l’aspetto che mi interessa maggiormente: il lato umano e la sua ricchezza emozionale. Il disegno permette di indagarlo e consente addirittura di esagerare le cose.
Questa sua sensibilità al corpo e alla postura si espande nelle sue figure, attraversandole trasversalmente:
si ha bisogno della libertà quando si è disegnatori o autori: non siamo al servizio di un’idea o di un dogma. Ho disegnato la nudità fin da piccola, disegnavo coppie nude sulla spiaggia: eravamo negli anni Settanta, si viveva una libertà che non ritroviamo più, oggi..
Ciò che amiamo nei nostri libri è dare spazio ai lettori: non esiste mai un finale univoco, vi è sempre una parte aperta, attraverso cui il lettore possa trovare ciò di cui ha bisogno e voglia in quel momento. Per noi è importante
avvisa Albertine. Riguardo alle relazioni tra adulti e infanzia, uno dei temi che dichiarano di voler esplorare
è legato alle dinamiche intergenerazionali. Ci irrita e preoccupa vedere nella letteratura per l'infanzia una tendenza a categorizzare i bambini per favorire una sorta di trasmissione di massa di nozioni. Noi non ci poniamo in questa logica, anzi ne diffidiamo parecchio. Gli adulti stabiliscono cosa i bambini dovrebbe imparare, come, a quale età. Quando eravamo piccoli noi le cose erano diverse: oggi bambini e bambine sono scortati a scuola, a varie attività. L’adulto vuole sempre più mantenere il controllo sull’infanzia. Noi operiamo scelte diverse attraverso i nostri libri: i bambini hanno bisogno di acquisire competenze per diventare autonomi, velocemente anche.
Nota a margine:
A quattro anni Germano non leggeva libri per bambini, ma libri di cucina, ed era molto contento.
[qui le loro parole raccolte durante alcuni incontri] e qui il sito di Albertine
Fonti
saggi
Wimmelbücher, libri-gioco, narrativa
risorse online
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