About Palestina (4\..)

accordi con oriente e occidente

Questi appunti sono stati scritti a uso personale per mettere ordine a quanto Israele, in nome dell'ideologia sionista,  ha fatto  fin dalla fine del XIX secolo con  l'idea di impossessarsi della terra palestinese cacciandone gli abitanti. Le informazioni presentate in questo contributo sono una sintesi di quanto scritto dallo storico israeliano antisionista Ilan Pappe nei saggi La pulizia etnica della Palestina (tr. Luisa Corbetta e Alfredo Tagliardi, Fazi, 2008)  e La prigione più grande del mondo (tr. Michele Zurlo, Fazi, 2022). Qui le parti precedenti: About Palestina (1)(2), (3).

La spartizione delle terre in Medio Oriente

Da alcune lettere sappiamo che nell'ottobre del 1947 Ben Gurion scrisse al generale Ephraiem Ben -Artzi della sua intenzione di creare una forza militare per respingere un eventuale attacco degli Stati arabi confinanti ma anche occupare la maggior parte della Palestina e possibilmente tutta quanta, creando intorno “zone di sicurezza” ovvero aree cuscinetto tra israeliani e palestinesi. (Sicurezza è la parola che ancora oggi ricorre per bocca israeliana, come testimoniato sui social)

Attenzione a quanto segue, perché è un po’ complesso ma importante:

già da un anno l’Agenzia ebraica trattava con re Abddullah (hascimita) a cui gli inglesi avevano promesso i regni in Iraq e Giordania -creati da sistema mandatario- in cambio del sostegno militare ricevuto durante la prima guerra mondiale. Inizialmente era stata promessa loro anche la Siria (gli inglesi volevano frenare la scalata francese in Medio Oriente) ma quando i francesi espulsero suo fratello Faysal dalla Siria, gli inglesi assegnarono a lui l’Iraq, anziché ad Abddullah, come era stato stabilito. Nel frattempo egli aveva perso anche Hejaz, la base degli hascimiti, quindi governava su una Transgiordania  di piccole dimensioni, arida, popolata da tribù beduine e qualche villaggio carcasso. Per tutti questi motivi re Abddullah desiderava espandersi su terre fertili e poteva ottenerne in Palestina alleandosi con la leadership sionista: si accordarono in tal senso per redistribuirsi le terre palestinesi alla fine del mandato britannico. L’area a cui ambiva re Abddullah (oggi Cigiordania) era abitata da poche colonie ebraiche, quindi non ebbe problemi ad ottenerla. Sebbene in futuro alcune parti del movimento sionista desiderassero violare gli impegni ciò non accadde, principalmente per due motivi: 
- re Abddullah promise che non avrebbe partecipato a operazioni militari congiunte contro lo Stato ebraico;
- perchè Giordania e Iraq erano unite nel fronteggiare gli sporadici tentavi ebraici di occupare parti della Cisgiordania.

Questo accordo con la Giordania sottraeva alla Legione araba le forze per contrastare l’avanzara sionista a spese della popolazione autoctona palestinese.

A questo punto alle forze sioniste rimaneva di dotarsi di un esercito altamente professionale. 

I mezzi militari

Le truppe da combattimento ebraico contavano 50.000 soldati di cui 30.000 erano combattenti e gli altri ausiliari distribuiti tra i vari insediamenti,  potevano contare su una piccola forza aerea e navale,  su unità di carri armati, blindati e artiglieria pesante. 

La controparte palestinese disponeva di 7000 unità irregolari paramilitari, completamente priva di strutture  organizzative ed equipaggiamenti, che da febbraio 1948 fu appoggiata da 1000 volontari provenienti dai paesi arabi che poi arrivò a contare 3000 teste.

Con l’affermazione dello Stato di Israele, una capillare organizzazione e il sostegno del partito comunista, rinforzarono l’esercito dotandolo di a 80.000 soldati addestrati, ottenendo anche una grossa partita di armi pesanti dalla Cecoslovacchia e dall'Unione Sovietica. Per contro le forze regolari arabe non superavano le 50.000 unità. Non solo: la Gran Bretagna, loro principale fornitore di armi, smise di inviarle.

Prime reazioni all’adozione della Risoluzione

La Risoluzione per la spartizione della Palestina fu adottata il 29 novembre 1947, la popolazione autoctona iniziò a protestare e immediatamente i sionisti misero in atto azioni di rappresaglia ai danni di Villaggi e quartieri che per la loro violenza convinsero quasi 75.000 persone a fuggire.

Il 9 gennaio 1948, unità del primo esercito di volontari arabi entrarono in Palestina e si impegnarono in scontri con le forze ebraiche per le strade e gli insediamenti ebraici isolati. Avendo avuto facilmente il sopravvento in queste scaramucce la leadership ebraica cambiò ufficialmente tattica e da atti di rappresaglia passò a operazioni di pulizia etnica.  Seguirono espulsioni forzate a metà febbraio del 1948 quando le truppe ebraiche riuscirono in un solo giorno a evacuare 5 villaggi palestinesi (…)  circa 250.000 palestinesi furono sradicati in questa fase, accompagnata da vari massacri (...) 

Gli inglesi se ne andarono il 15 maggio 1948 e l'agenzia ebraica dichiarò immediatamente la fondazione di uno stato ebraico in Palestina, riconosciuto ufficialmente dalle due superpotenze dell'epoca,  gli USA e l'URSS. Quello stesso giorno le forze regolari arabe entrarono in Palestina. (2008, p 58)

In altre parole, durante le prime fasi della pulizia etnica (fino al maggio del 1948), alcune migliaia di irregolari palestinesi e arabi affrontarono decine di migliaia di soldati israeliani ben addestrati. Nelle fasi successive l'esercito israeliano, che era ormai quasi il doppio, per numero di soldati, di tutte le forze arabe messe insieme, ebbe ben poche difficoltà nel portare a termine il lavoro.  Ai margini della principale forza armata ebraica operavano due gruppi più oltranzisti: l’Irgun (Etzel in ebraico) e la Banda Stern (Lehì) (...). Con L’Haganà , queste tre formazioni erano organizzate in una forza militare che operò durante i giorni della Nakba. Una parte importante dello sforzo militare sionista era l'addestramento di unità speciale di Commando, sotto il nome di Palmach, fondate  nel 1941. originariamente queste unità furono create per assistere l'esercito inglese nella guerra contro i nazisti nel caso che questi avessero raggiunto la Palestina ma ben presto l’ardore e le azioni del Palmach  furono dirette contro le zone rurali palestinesi. Dal 1944 in avanti furono anche i pionieri principali nella costruzione dei nuovi insediamenti ebraici. Prima che venisse smantellato nell'autunno del 1948, i suoi membri furono estremamente attivi e furono responsabili di alcune delle principali operazioni di pulizia etnica nel nord e nel centro del paese. Nelle operazioni di pulizia etnica che seguirono, lL’Haganà,  il Palmach  e l'Irgun  furono le forze che effettivamente occuparono i villaggi.  Poco dopo l'occupazione questi venivano trasferiti nelle mani di truppe ausiliarie,  la Guardia sul Campo (Hisch in ebraico). Creata nel 1939,  era il braccio logistico delle Forze Armate.  Alcune delle atrocità che accompagnarono le operazioni di pulizia furono compiute proprio da queste unità ausiliarie (2008, p 64)

Moshe Sharett era stato designato da Ben Gurion “ministro degli Esteri” dello stato ebraico e da lui veniva istruito su come muoversi per procurare il sostegno internazionale ed ebraico Fuori dal paese:  la strategia era diffondere l'idea di dover evitare un secondo olocausto.  Quando il 18 febbraio 1948 Sharett  scrisse a Ben Gurion  che avrebbero avuto abbastanza soldati per la difesa ma non per conquistare il paese,  questi gli rispose:

Se riceveremo in tempo le armi che abbiamo già comprato e, magari, anche un po' di quelle che ci hanno promesso le nazioni unite, saremo in grado non solo di difendere  [noi stessi] ma anche di infliggere colpi mortali ai siriani nel loro stesso paese  - e conquistare l'intera Palestina.  Di questo non ho alcun dubbio. Possiamo affrontare tutte le forze arabe. Non è una fede mistica ma un calcolo freddo e razionale basato su un'analisi empirica. (2008, p 66)

[illustrazione di  Armin Greder tratta dal  libro a figure Gli stranieri ,tr. Rosa Chefiuta& co., orecchio acerbo, 2012]

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