Meindert DeJong

Hans Christian Andersen Award for Writing (1962)

Lo scrittore naturalizzato statunitense Meindert DeJong nacque  il 4 marzo 1906 nella provincia frisa, più precisamente nel villaggio Wierum (Paesi Bassi). 
Emigrò con i genitori negli Stati Uniti, a Grand Rapids, nel Michigan,  quando aveva 8 anni e qui studiò in scuole calviniste.

qui testo SEO immagineSebbene fosse un figlio di persone emigrate apparentemente povere, poté frequentare il Calvin College. Quando, durante la grande depressione, il lavoro scarseggiava si adattò ai più disparati lavori: muratore, sagrestano, becchino, lattoniere, financo docente universitario per un breve periodo, infine divenne allevatore di pollame.
Un  bibliotecario riconobbe il suo potenziale e gli suggerì di scrivere una storia sulla vita in fattoria: uscì così dalla sua penna The Big Goose and the Little White Duck . Era il 1938, anno in cui si affacciava timidamente la speranza di una ripresa economica e di tempi migliori.

Scrisse molti altri libri, prima che la seconda guerra mondiale lo portasse a combattere in Cina con l'US Army Air Corps, e riprese a scrivere dopo spostandosi tra Messico, Michigan, Carolina del Nord per poi fermarsi in Michigan, dove morì all'età di 85 anni, per un enfisema polmonare, il 16 luglio 1991. 

È stato il primo americano a ricevere il Hans Christian Andersen per il suo duraturo contributo alla letteratura per ragazzi e ragazze: correva l’anno 1962, ma già nel 1954 due libri (Shadrach e Hurry Home Candy) erano stati inclusi nella Newberry Honor Books.
In Shadrach si esprime pienamente  la capacità di de Jong di tornare bambino, come dichiarava lui stesso. Il romanzo narra dell'affetto di un bambino gracile verso il suo coniglio: apparentemente semplice deve la sua profondità a piccole scene, momenti e gesti che costituiscono miniature fatte ad arte.

Nel 1955 gli era stata assegnata la Newberry Medal per The Weel on the School : è la storia di sei scolari che cercano di attirare le cicogne a Shora,  il loro villaggio olandese. Un crescente senso di comunità monta attraverso il crescente coinvolgimento dei compaesani nell'iniziativa.  Del romanzo è stata più volte apprezzata la capacità dell'autore di controllare la suspense in modo magistrale, fino a indurre chi legge a preoccuparsi insieme ai personaggi per l'arrivo delle cicogne. Le illustrazioni  sono di Maurice Sendak.

Nel 1956 The House of Sixty Fathers ricevette il Josette Frank Award e lo stesso libro nel 1957 fu acclamato Newberry Honor Book, destino condiviso due anni dopo con un altro libro Along Came a Dog.
The House of the Sixty Fathers (1956) mette in scena la ricerca della sua famiglia da parte di un ragazzo cinese, durante l'occupazione giapponese della Cina, dove l'autore era stato in veste di Sergente dell'esercito americano. Il protagonista era stato  trascinato a Valle, verso il territorio occupato, con il sampan di famiglia -un tipo di imbarcazione usata per la navigazione costiera nell'Estremo Oriente. Il ragazzo riesce a mettere in salvo se stesso, il suo maialino (amico e fedele compagno) e un aviatore americano gravemente ferito.

Nel 1962 arriva il National Book Award con Journey from Peppermint Street,   illustrato da Emily Arnold McCully (Caldecott nel 1993). Il romanzo evoca la campagna, i costumi e la gente della terra natale dell'autore, la tensione tra le dighe -erette a protezione dei terreni agricoli- e la possenza del mare, i pescatori, le tempeste del Mare del Nord, gli inverni olandesi e le gloriose fioriture primaverili, le tradizioni della religione e della vita paesana e familiare. Tutto è visto attraverso i vagabondaggi di un bambino olandese di 7 anni, l'età in cui DeJong trascorse l'ultimo anno in Olanda, prima di emigrare.

Su Britannica online si legge che tra gli scrittori americani a lui contemporanei, Meindert spiccava per la narrativa in terre straniere, ritrovando inoltre punti in comune tra la sua ricerca e quella sperimentale di Maurice Sendak, che illustrò sei dei ventisette suoi libri. Non rischia di andare lontano dal vero, Britanica, osservando come tra i suoi scritti il tratto più sensibile affonda nei ricordi della sua prima infanzia olandese: secondo molti del resto la sua terra nativa è rimasta per tutta la sua vita un paradiso perduto, e il luogo più straordinariamente presentato nelle sue pagine. 

Lo stesso autore, in occasione del conferimento  Hans Christian Andersen, declamò parole che arrangio così

Voglio camminare da solo lungo la diga finché non vedo di nuovo la torre di Wierum proprio vicino, ma essa sorge anche da tutti i miei libri ambientati nel mio villaggio d'infanzia;  sorge dalla mia stessa anima d'infanzia. 
Spero che le pecore siano ancora sulla diga mentre cammino lungo il mare. Le pecore potrebbero non esserci, ma qualunque siano i cambiamenti apportati al mio villaggio in quasi mezzo secolo, la diga sarà ancora lì, il mare sarà lì, e la torre.  Saranno lì perchè negli occhi della mente, negli occhi del bambino, di un bambino di 8 anni, sono lì forti ed eterni, fissati per sempre

Personalmente non ho letto nessun libro di e su questo autore, ho fatto ricerche per il Progetto LupoGuida in collaborazione con LupoguidoMi scuso per eventuali imprecisioni ed invito chi lo desiderasse a scrivermi in privato per rettifiche ed integrazioni.

Fonti: New Netherland InstituteWikipedia  |Britannica




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